2Il secondo smartwatch che ho provato in queste settimane è Samsung Galaxy Gear, prodotto dal colosso coreano si presenta sulla carta con un potenziale molto elevato rispetto a tutta la concorrenza (è di fatto un vero device android completo con tanto di fotocamera e funzionalità vocali/telefoniche), per il momento Samsung non ha però ancora esteso la sua compatibilità dello smartwatch se non hai top gamma Galaxy, motivo per il quale non sta vendendo ancora come sperato.

Hardware design e qualità costruttiva (voto 8,5):

Gear è realizzato completamente in metallo, ha una linea moderna, ben assemblato, schermo touch capacitivo di tipo amoled ampio e risoluto (320×320) che garantisce una perfetta visibilità in ogni condizione di luce, cinturino in plastica rigida molto resistente e comodo al polso. Personalmente mi piace molto perchè unisce alla modernità delle linee anche un tono più “professionale” ed elegante.

Connettività (voto 7/8):
Gear si connette via bluetooth allo smartphone, la connessione si è sempre dimostrata stabile anche se devo dire che la portata si è dimostrata nettamente inferiore rispetto al Pebble, quindi non se ne parla di allontanarsi più di qualche metro dal telefono. Su stanze diverse è quasi impossibile.

Funzionalità (voto 9,5):
Parlando della componente orologio Gear permette di personalizzare il tipo di visualizzazione offrendo la scelta fra diversi template precaricati, inoltre è possibile scaricarne dalla rete oltre che a crearne di propri sempre con l’ausilio di applicazioni di terze parti. Un punto debole è purtroppo il display che rimane sempre spento nella modalità di standby e si attiva solo con una gesture, è infatti necessario alzare l’avambraccio e ruotare il polso, il tipico gesto di chi guarda l’ora, secondo me è più efficace la gesture del pebble in cui è sufficente scrollare un pochino il polso, in quanto funziona in tutte le condizioni mentre sul gear quando ad esempio si è distesi risulta più complicato il “risveglio”. Segnalo inoltre che anche eseguendo in modo preciso questa gesture il display si accende con un pochino di ritardo, l’utente ha sempre la sensazione di non aver eseguito correttamente il movimento. Nonostante questo il risveglio da standby è sempre preciso, raramente si sbaglia ad invocarlo tramite la gesture indicata.
Passando all’aspetto smart dell’orologio dobbiamo dire che Gear offre tutte le classiche funzionalità di notifica degli smartwatch, Gear Manager sul vostro smartphone consente il forward delle notifiche di qualsiasi applicazione Android (sono selezionabili chiaramente quelle interessate). Inoltre permette anche di rispondere agli sms/email con delle risposte precompilate.

L’interazione con il Gear avviene attraverso lo schermo touch è presente un launcher opportunamente semplificato per essere utilizzabile su questo dispositivo. Possiamo scorrere fra le applicaizoni con lo slide destra e sinistra mentre con lo slide verso il basso e verso l’alto si invoca rispettivamente la fotocamera ed il tastierino numerico per effettuare le chiamate. E’ inoltre possibile impartire comandi vocali in stile S Voice come siamo già abituati sugli smartphone Galaxy. Si nota in tutto questo una maggiore integrazione con il telefono rispetto a quanto accade su Pebble. Per esempio possiamo decidere di visualizzare il testo completo di un’email nella rispettiva applicazione dello smartphone con un tocco sulla notifica del Gear
La marcia in più di Gear è che diventa quasi un sostituto del vostro Galaxy nel momento in cui volete utilizzare la componente telefonica, consente infatti di rispondere ed effettuare chiamate vocali avvicinando lo smartwatch alla bocca, nell’utilizzo di tutti i giorni risulta molto comodo ed efficace, l’unico problema si può verificare in luoghi rumorosi ed affollati in cui chiaramente questo sistema simil vivavoce non risulta utilizzabile.
Gear è inoltre dotato di una piccola fotocamera ospitata nel cinturino, la risoluzione è di 1,9Mpixel, produce foto quadrate di una qualità che mi ha sorpreso, è dotata di autofocus e consente di catturare buone immagini anche in condizioni di scarsa luce.

Batteria (voto 5,5):

La batteria del Gear non è stata dimensionata bene con i consumi del device. Garantisce con un utilizzo intenso circa un giorno e mezzo di autonomia. Disabilitando la gesture del risveglio da standby col movimento del braccio (ed utilizzando solo il tasto standby fisico) le cose migliorano e si superano le due giornate. In ogni caso insufficente per uno smartwatch (ricordiamo che pebble arriva a 5-6 giorni).

Impressioni d’uso (voto 7):
Utilizzare il Gear è piacevole ed immediato, le funzionalità avanzate lo mettono un passo avanti ad altri smartwatch concorrenti. Purtroppo però essendo fondamentalmente un orologio a me non è piaciuto il fatto che lo schermo è praticamente sempre spento e questo per un orologio non è il massimo, risulta sempre necessario premere il pulsante di standby o produrre questo movimento del braccio per accendere il display. Seppure meno emozionante risulta molto più funzionale lo schermo e-ink del Pebble. La necessità di ricaricarlo poi così spesso è un altro grosso problema del Gear (oltretutto per la ricarica è necessario un supporto/docking che bisogna sempre portare con se in borsa…).

Giudizio Finale (voto 7+):
Tutte le considerazioni fatte nel punto precedente fanno si che per me Gear risulta un prodotto con un grande potenziale che però non è ancora la soluzione definitiva per un device indossabile. Sarebbe il massimo se potessimo godere di un’autonomia maggiore ed un display sempre acceso, abbiamo esempi di smartphone che con schermi amoled lasciano in sovraimpressione l’orologio anche in standby sfruttando il basso consumo che richiede una vista con sfondo nero su pannello amoled (ricordiamo che i pannelli con questa tecnologia accendono il singolo pixel e non tutto lo schermo).

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